Under 35: la storia di Fabrizio Fasanella redattore di Superbasket

Fabrizio Fasanella redattore Superbasket e autore Sportoutdoor24

Ph Credits Fabrizio Fasanella (Instagram @fabriziofasanella)

1) Ciao Fabrizio, facciamo un salto nel passato, il 30 ottobre 2016 hai scritto su Instagram “ho iniziato a innamorarmi della pallacanestro ammirando Sasha Djordjevic danzare in maglia Olimpia” è andata proprio così?

Direi di sì. Era il 2005, avevo 8-9 anni e lui è stato il giocatore che fin da subito mi ha ipnotizzato di più. Gli bastarono pochi mesi in biancorosso per farmi follemente innamorare di questo sport. Mio padre è da sempre un tifoso Olimpia, quindi mi mettevo lì con lui a guardare le partite. Ricordo ancora la cocente delusione del tiro di Douglas in finale con la Fortitudo. Non riuscivo a smettere di piangere!

2) Hai iniziato la tua carriera scrivendo per Daily Basket, The Basketball Post e Pianeta Basket. Quando hai capito che il giornalismo sarebbe stato il tuo futuro?

Tutto è iniziato durante gli anni del liceo aprendo una pagina su Facebook dedicata a Danilo Gallinari. A quel punto Luigi Liguori e Silvana Bartuccelli, che non finirò mai di ringraziare per aver dato fiducia a un ragazzetto di 15-16 anni, hanno notato questa pagina e mi hanno contattato per entrare a far parte del progetto di ScoutingCenter.net, poi diventato The Basketball Post qualche anno dopo. Ero davvero piccolissimo quando ho iniziato a scrivere… credo fosse nell’anno della terza superiore. E già in quarta, a 17 anni, sono stato accreditato per la Final Four di Eurolega al Forum e le finali scudetto tra Milano e Siena: emozioni indescrivibili, era tutto più grande di me. Ho cominciato ad affascinarmi al giornalismo in terza media, quando con la scuola siamo andati a visitare la redazione del Corriere della Sera in via Solferino. Sono rimasto folgorato. Poi sono sempre stato una persona curiosa e amante della scrittura. Ora il giornalismo è il mio presente, vedremo se riuscirà a consolidarsi anche nel mio futuro.

3) Nel 2018 a soli 22 anni, sei entrato a far parte della redazione di Superbasket. Che impatto ha avuto questa opportunità sulla tua carriera?

Un impatto incredibile. Ci ho sempre sperato e ci ho sempre creduto, ma la vedevo come una cosa molto più lontana. Riuscirci così presto è stata una bella soddisfazione. Inizialmente sono stato preso come redattore online, poi già dopo un paio di mesi mi hanno proposto di iniziare a lavorare anche per il cartaceo. I miei primi articoli per la rivista sono stati per il numero celebrativo dei 40 anni di Superbasket: un esordio che mi ha riempito d’orgoglio. Nella mia testa pensavo: “Ok, magari dopo una stagione intera sul sito mi chiederanno di fare qualcosa anche per il cartaceo”. E invece il salto è avvenuto molto ma molto prima di quanto mi aspettassi

4) Incontri abitualmente personalità legate al mondo del basket. Qual è stato un incontro che ti ha particolarmente ispirato?

Ce ne sono stati un po’. Recentemente ti dico Dino Meneghin ed Ettore Messina: sono due leggende viventi del nostro sport, quando parlano non puoi fare altro che ascoltarli a bocca aperta. Fare delle domande a due personaggi del genere è semplicemente un onore. Quando li hai davanti capisci subito che stai avendo a che fare con personalità che si elevano rispetto alle altre: lo noti da come parlano, dal tono che usano, dalle parole che scelgono. È come se avessero una specie di aura. Andando indietro con i ricordi non posso dimenticare l’intervista che, nel 2017, feci a Dante Calabria, mio idolo d’infanzia, in un bar del centro di Milano: è stato un momento molto significativo per me. Oppure le chiacchierate con Vittorio e Danilo Gallinari, le conferenze stampa di David Blatt e Obradovic al Forum… tanti incontri illuminanti.

5) Un consiglio importante che è stato fondamentale per il tuo percorso?

Che il giornalismo non si limita a mettersi lì e scrivere un articolo usando un ottimo italiano e rispettando una serie di regole. Il giornalismo è vita: significa sapere osservare, essere curiosi, cogliere nella realtà che vivi una serie di spunti utili per raccontare una storia conforme alle linee editoriali delle testate o dei siti per cui lavori. Bisogna “battere i marciapiedi”, stare sul campo, vivere gli eventi da vicino: sono cose sempre fondamentali, anche se questa professione è totalmente cambiata e continua a cambiare con una rapidità impressionante. Si tratta di consigli che mi sono stati costantemente ripetuti da diversi professionisti del settore. E si sono sempre rivelati fondamentali per approcciarmi non solo al giornalismo “cestistico”, ma anche agli altri temi che seguo nelle diverse collaborazioni che ho in questo momento: scrivo di viaggi, benessere, salute, fitness…

Fabrizio ha dedicato un video su IGTV all’ultima partita di Kobe, vi lascio qui il link

Chiara Mezzini
chiaramezzini@gmail.com
No Comments

Post A Comment