Under 35: Simone Colongo Sport Graphic Designer

Simone Colongo, Sport Graphic Designer

Ph Credits Federico Rossini

1) Ciao Simone, partiamo dall’inizio quando hai scoperto il basket?

Ciao Chiara! Diciamo che il basket ha sempre accompagnato la mia crescita. Ricordo mio padre che per tutto il periodo della seconda infanzia, ogni volta che, impugnando i pennarelli per colorare, tiravo fuori la lingua cercando di migliorare la concentrazione, mi diceva: “come Michael Jordan”. Certo, il copyright del gesto l’ho dovuto cedere a “His Airness” ma a forza di sentirlo nominare, crescendo, ho potuto rimirarne le gesta. A parte gli scherzi, dopo alcuni anni di curiosità, senza mai approcciare direttamente alla disciplina, vissi con “disinteressata” gioia la Supercoppa Italiana del 2000 vinta dalla Virtus Roma e l’argento dell’Italbasket alle Olimpiadi di Atene del 2004, apprezzando personalità come Pozzecco e Basile.

Mi innamorai definitivamente di questo sport dopo la schiacciata in campo aperto di Marco Belinelli contro gli USA nel Mondiale in Giappone del 2006. Dal 2006 al 2010 sono stato abbonato alla Virtus Roma, ammirando la classe di Dejan Bodiroga, sembrava danzasse sul parquet; l’esplosività di David Hawkins, la lucidità e la precisione di Sani Becirovic, ma soprattuto la classe di Gigi Datome. Da allora, nel bene o nel male, non mi perdo una partita. In parallelo, per quanto riguarda il basket a stelle e strisce seguo i Los Angeles Lakers. Croce e delizia… in campionato ho scelto il numero 7, come “Javalone” McGee. Da alcuni anni gioco come ala grande in una squadra amatoriale romana. Per intenderci, sono un lungo atipico che spara “long-two” a profusione con mediocri risultati.

Simone Colongo sul parquet

Ph Credits Gennaro Masi

La carriera come illustratore e graphic designer: l’inizio

2) Sei illustratore e graphic designer, com’è iniziata la tua carriera?

Dopo essermi laureato in Grafica Editoriale sono stato assunto come grafico da Gamma3000, una storica casa editrice romana che ringrazierò per sempre per avermi inserito “prepotentemente” nel mondo dell’editoria ed avermi permesso di applicare tutta quella nozionistica acquisita in precedenza, durante gli studi. Dopo alcuni anni di crescita lavorativa e personale decisi di proseguire il percorso in solitaria instradando la tortuosa via della partita iva. In un primo momento fui Responsabile della Comunicazione Visiva di una Galleria d’Arte al centro di Roma.

Contemporaneamente, ebbi la possibilità di pubblicare alcune illustrazioni sportive sui social network dell’AS Roma calcio. Coincidendo con l’anno del raggiungimento, da parte della squadra, della semifinale di Champions, le illustrazioni divennero virali e mi permisero di essere inserito da FootyGraphic nella TOP50 dei migliori illustratori calcistici del mondo. Nel frattempo lavorai come direttore creativo per uno storico mensile automobilistico: CAR Magazine Italia. La testata vantava più di 100 uscite in edicola e 10 anni di attività.

Lungimirante fu IQUII a portarmi, nel 2018, sul progetto di rebranding della Pallacanestro Virtus Roma, intuendo il potenziale dei contenuti sportivi che producevo, e vedendone del potenziale traducibile in monetizzazione e fan engagement. In quell’annata la Serie A fu fatta sia nel parquet che dietro la scrivania. Divenni direttore artistico di “Forza Virtus”, l’house organ ufficiale della squadra, distribuito al Palazzo dello Sport prima di ogni partita casalinga, disegnando i vari ritratti dei giocatori del roster, che oltre sul cartaceo furono tradotti anche in sticker di messaggistica istantanea. Fu una grande occasione per entrare definitivamente nel mondo dello sport unificando la passione per la pallacanestro a quella per la grafica editoriale e l’illustrazione. Ultimamente ho conseguito l’abilitazione FIP come dirigente accompagnatore, addetto agli arbitri ed ufficiali di campo nei campionati nazionali e regionali.

L’esperienza come designer dalla AS Roma alla Virtus Roma

3) Sei riuscito ad avviare diverse collaborazioni con il mondo dello sport, dal calcio al basket. Se dovessi fare un riepilogo quali sono le state le tappe più importanti del tuo percorso fino a oggi?

Penso che le tappe più significative della mia carriera siano state: l’illustrazione di Totti e Messi per i quarti di finale di Champions, quella di Totti e Gerrard per la Semifinale, il progetto grafico dell’House Organ della Virtus Roma e l’ideazione di “Premiata Latin Nights” – il kit da gioco della Sutor Montegranaro. Questi quattro episodi hanno portato a tante situazioni di contorno che mi hanno permesso di ampliare il mio portfolio di designer sportivo.

Simone Colongo con Francesco Totti

Ph Credits Luciano Rossi

“Drawing Captain” e “All Decade Coloring Book”

4) “Drawing Captain” è un progetto nato a sostegno della Croce Rossa Italiana. Di cosa si tratta e com’è nata questa idea?

Il progetto è nato durante il lockdown. Ha avuto un duplice obiettivo: aiutare concretamente la Croce Rossa e tentare di affiatare la community degli Sports Designers italiani. È una fanzine di raccolta fondi in cui sono stati disegnati tutti i Capitani della squadre del Campionato di LBA Serie A della stagione 2019/2020. È nato quindi, di conseguenza, un media-kit con i migliori illustratori sportivi italiani consultabile da tutti i reparti di comunicazione dei Club per eventuali collaborazioni nella creazione di contenuti digitali in vista della prossima stagione. Per chi volesse il progetto è ancora in free download al link

La copertina di Drawing Captain

5) Parliamo della tua ultima creazione “All Decade Coloring Book”, un album da colorare dedicato ai giocatori NBA dagli anni ‘60 a oggi. Raccontami la sua storia e soprattutto quali sono i suoi obiettivi.

Ho lanciato questo coloring book dopo aver visto “The Last Dance”. Ritenevo opportuno guardare al passato in un momento in cui i contenuti sportivi scarseggiavano a causa della sospensione dei campionati. L’obiettivo è entusiasmare l’appassionato, tifoso o collezionista che sia, risvegliando in lui le emozioni generate dalle gesta atletiche dei principali esponenti della pallacanestro americana dagli anni 60 ad oggi. Il prodotto è rivolto sia ai bambini del minibasket (che, tramite il gioco ed il colore, possono approcciarsi ad altre epoche conoscendo alcune personalità cestistiche probabilmente fino ad ora sconosciute) che a genitori o ragazzi, vogliosi di collezionare un pezzo unico, diviso in sei quintetti base, uno per decade, decidendo se riporlo nella soffitta dei ricordi o se rilassarsi dopo una giornata di lavoro, riscoprendo le matite colorate e usufruendone come strumento di arte terapia. Il volume è ordinabile qui.

La copertina di All Decade Coloring Book

Un altro Under 35 da Roma, Dario Ferretti, ha raccontato il progetto Pick-Roll in questo articolo.

Chiara Mezzini
chiaramezzini@gmail.com
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